Lo sbiancamento dentale danneggia i denti? E’ duraturo?

Innanzitutto lo sbiancamento dentale deve essere effettuato solo dopo una visita accurata dell’odontoiatra e solo mediante l’utilizzo di prodotti certificati.

Le procedure di sbiancamento dei denti naturali prevedono l’uso di sostanze chimiche quali il perossido di idrogeno e di carbammide, che, applicate a concentrazioni specifiche sulla superficie dei denti liberano ossigeno disgregando le pigmentazioni.

Un tempo di azione eccessivamente lungo o il contatto accidentale con la gengiva possono portare complicanze temporanee quali un aumento della sensibilità o ustioni superficiali della gengiva che si risolvono comunque nel giro di pochi giorni.

Nonostante la procedura possa essere realizzata anche a livello domiciliare per mezzo di mascherine personalizzate, per evitare complicanze ed ottenere la massima efficacia del trattamento è consigliabile che lo sbiancamento venga effettuato presso uno studio dentistico da personale specializzato quale l’ igienista dentale o l’odontoiatra stesso che presteranno la massima attenzione nel proteggere i tessuti gengivali e nel rispettare le concentrazioni ed i tempi di applicazione dei prodotti.

Con questi presupposti possiamo affermare che lo sbiancamento dentale professionale non altera o rovina lo smalto dei denti e si può quindi considerare una pratica sicura. Tuttavia l’efficacia e la durata del risultato sono variabili da caso a caso in base alle caratteristiche degli elementi dentali, all’età e alle diverse abitudini dei pazienti (fumo, caffè, vino, alimenti pigmentanti…ecc. ).

Lo sbiancamento non rappresenta assolutamente un trattamento unico e definitivo ma il mantenimento di un livello di bianco elevato della propria dentatura prevede trattamenti ripetuti ad intervalli specifici per ogni paziente.